ARSENALE
Il centro per la gestione del sistema Mose.
LA STORIA
Evoluzione dal XIII al XXI secolo.
1 Darsena Vecchia - 2 Darsena Nuova - 3 Tese della Novissima - 4 Darsena delle Galeazze - 5 Torre di Porta Nuova - 6 Celestia - 7 Bacino piccolo e bacino medio - 8 Bacino grande - 9 Casermette

1 Darsena Vecchia - 2 Darsena Nuova - 3 Tese della Novissima - 4 Darsena delle Galeazze - 5 Torre di Porta Nuova - 6 Celestia - 7 Bacino piccolo e bacino medio - 8 Bacino grande - 9 Casermette

1 Darsena Vecchia - 2 Darsena Nuova - 3 Tese della Novissima - 4 Darsena delle Galeazze - 5 Torre di Porta Nuova - 6 Celestia - 7 Bacino piccolo e bacino medio - 8 Bacino grande - 9 Casermette

1 Darsena Vecchia - 2 Darsena Nuova - 3 Tese della Novissima - 4 Darsena delle Galeazze - 5 Torre di Porta Nuova - 6 Celestia - 7 Bacino piccolo e bacino medio - 8 Bacino grande - 9 Casermette

1 Darsena Vecchia - 2 Darsena Nuova - 3 Tese della Novissima - 4 Darsena delle Galeazze - 5 Torre di Porta Nuova - 6 Celestia - 7 Bacino piccolo e bacino medio - 8 Bacino grande - 9 Casermette

Cenni storici
All’Arsenale la Serenissima costruiva le navi della propria flotta, mercantile e da guerra.

Le tese della Novissima dopo i restauri
L'arsenale oggi
Il nome particolare è dovuto alle attività che si svolgevano al suo interno.
L’attuale configurazione geografica e spaziale dell’area è il risultato della progressiva espansione dell'Arsenale, avviata a partire dall’inizio del XIII secolo e conclusasi nei primi decenni del ‘900. Il nome particolare di alcuni edifici è dovuto alle attività che vi si svolgevano.
Nell’ambito dell’Arsenale nord, in cui opera il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, si distinguono tra l’altro, il comparto di impianto cinquecentesco delle “Tese della Novissima” cui si aggiungono i caratteristici bacini di carenaggio realizzati tra’800 e ‘900 e i relativi spazi per la cantieristica.
Infrastrutture e nuove funzioni

Il Jack-up, mezzo per la manutenzione delle paratoie, nel bacino grande
Conservazione e innovazione
Dal 2000 è in corso un restauro e una messa in sicurezza dell'arsenale.
A partire dai primi mesi del 2000, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Triveneto, in amministrazione diretta o attraverso il Consorzio Venezia Nuova, ha avviato un programma di interventi per la messa in sicurezza e il restauro degli edifici dell’Arsenale nord, oggi quasi ultimato. Gli interventi, che hanno comportato l’impegno di rilevantissime risorse in termini economici e operativi, hanno fatto fronte a una condizione generale di grave degrado delle strutture architettoniche. Decenni di abbandono e incuria, infatti, avevano provocato il deterioramento delle murature, diffusi dissesti e, in certi casi, il crollo di alcune parti strutturali.
Le attività del Provveditorato Interregionale e i numerosissimi interventi eseguiti hanno consentito di salvaguardare un patrimonio storico e monumentale di straordinaria valenza e hanno creato le necessarie premesse per un più generale programma di recupero e riuso dell’area, reso possibile grazie alla sinergia delle Istituzioni e degli Enti interessati. Nell’ambito di questo programma di recupero, il Provveditorato Interregionale ha progettato di insediare all’Arsenale nord quello che viene ormai definito il “cervello del Mose”, facendo così della salvaguardia di Venezia e della laguna anche una grande occasione di innovazione, sviluppo compatibile e occupazione qualificata.
A questo scopo, è stata formalizzata nel 2006 la concessione al Consorzio Venezia Nuova di un’ampia porzione dell’Arsenale nord per la realizzazione delle attività connesse alla manutenzione e alla gestione e del Mose e al controllo dell’ecosistema.

Vista aerea del complesso
Recupero del patrimonio edilizio
Un nuovo capitolo per la storia dell'Arsenale.
Il programma di interventi realizzato è finalizzato alla messa in sicurezza e il restauro degli edifici dell’Arsenale nord oltre che delle mura perimetrali e di parte delle rive. Gli interventi sugli edifici hanno interessato sia i fabbricati storici, dove si costruivano e si attrezzavano le navi della Serenissima, sia i fabbricati di epoca più recente, nell’area dei bacini di carenaggio. Soprattutto per quanto riguarda gli edifici riconducibili al XVI secolo (tese della Novissima, tese alle Nappe, tese di San Cristoforo) si è trattato di interventi particolarmente complessi in cui rilevanti lavori di ripristino strutturale sono andati di pari passo con delicati lavori di restauro conservativo.
Gli interventi eseguiti negli ultimi anni attraverso il Consorzio Venezia Nuova si aggiungono a quelli che il Provveditorato Interregionale aveva già realizzato, in amministrazione diretta, negli anni ’90 del ‘900 nella parte sud dell’Arsenale, di pertinenza della Marina Militare. Proprio per la delicatezza delle aree di intervento, la singolarità dei luoghi e la rilevanza del contesto monumentale, la progettazione dei lavori è proceduta sulla base di un articolato programma di rilievi e indagini che ha permesso di definire un quadro completo e aggiornato dello “stato di fatto”. Le attività hanno consentito di ricavare un amplissimo patrimonio di dati indispensabile per una lettura analitica delle singole aree che ha chiarito le modalità e le tecniche costruttive originarie e fornito gli elementi conoscitivi necessari per mettere a punto le opportune soluzioni esecutive relative a ciascun progetto.

