DIFESE LOCALI
La protezione dei centri abitati dalle acque medio alte.
Protezione degli abitati
Gli allagamenti a Venezia sono un fenomeno complesso, causato da diverse concause.
Gli allagamenti si producono con modalità diverse: per sormonto dalle rive, per infiltrazioni, per risalita dai cunicoli di scarico. Il programma degli interventi messo a punto prevede opere in grado di far fronte ad ognuna delle diverse modalità.
Le difese locali, che si integrano al sistema Mose, si attuano "rialzando" rive e pavimentazioni nelle zone urbane più basse sull’acqua per fronteggiare le alte maree più frequenti. Ciò richiede complessi lavori per evitare anche la filtrazione dell’acqua dal sottosuolo e per mettere al sicuro i piani terra degli edifici. Poiché sono soggetti a vincoli dettati dal contesto urbano, architettonico e monumentale delle singole aree, i rialzi a Venezia possono arrivare mediamente fino alla quota di +110 centimetri. In tutto sono stati realizzati 100 km di rive rinforzate e rialzate (13 km2 di superficie di aree difese).

I danni alle rive dovuti all'acqua alta
Le difese locali nei centri storici
Rialzo delle rive per ridurre i danni causati dalle acque alte.
Gli interventi definiti di "difesa locale" sono stati eseguiti per contrastare gli allagamenti più frequenti che comportano continui disagi per la mobilità, difficoltà per molti servizi ai cittadini, problemi per i numerosi locali a piano terra e il progressivo deterioramento delle strutture edilizie (rive, murature, pavimentazioni, ecc.). In generale, gli interventi comprendevano il rialzo, per quanto possibile, delle rive e delle pavimentazioni e la realizzazione di sistemi per impedire la filtrazione dell’acqua dal sottosuolo e il rigurgito dai tombini (in alcuni casi a questo tipo di interventi si è aggiunta la predisposizione di paratoie nei canali interni per intercettare la marea in ingresso dalla laguna).
Le difese locali consentono una protezione "parziale" in quanto non è possibile sollevare il terreno oltre un certo limite senza compromettere o alterare le qualità dell'edificato e la fruibilità dei diversi spazi urbani. I lavori, eseguiti in un territorio molto vasto e diversificato, hanno riguardato Venezia, Chioggia e altri centri storici lagunari tra cui Malamocco, Sottomarina, Treporti, Sant’Erasmo, Murano, Pellestrina e San Pietro in Volta.
In relazione ai vincoli dettati dalla caratteristiche dal contesto architettonico e monumentale delle singole aree, questi interventi hanno mediamente consentito un soglia di difesa massima di +110 cm a Venezia (Zattere e Tolentini) e di +130 cm a Chioggia. Nel caso dei centri abitati del litorale è stato possibile raggiungere quote di difesa più elevate e comprese tra +130 e +180 cm.

Il cantiere per la protezione del molo in Piazza San Marco
Studi e monitoraggi
Studi e sperimentazioni hanno preceduto la realizzazione degli interventi di difesa.
La possibilità di difendere i centri abitati lagunari dagli allagamenti con interventi locali è stata sottoposta a una serie di studi. È stata eseguita un'analisi puntuale sullo stato delle rive dei centri urbani lagunari e specifici studi hanno permesso di individuare i diversi livelli di marea fino a cui è possibile proteggere le diverse aree.
Una serie di analisi ha quindi accompagnato i progetti di difesa: rilievi puntuali sono stati compiuti per analizzare la stabilità delle rive esistenti e le condizioni statiche di edifici, ponti, pavimentazioni e fondamenta; è stato verificato lo stato e il tracciato delle reti fognarie e del complessivo sistema dei sottoservizi. Le diverse tipologie di marginamento sono state inoltre sperimentate su modelli fisici costruiti nel Centro sperimentale di Voltabarozzo. In particolare, è stato creato un canale lungo 150 m dove sono state testate in scala reale le soluzioni progettate, sottoponendole alle diverse sollecitazioni di moto ondoso che possono derivare soprattutto dal passaggio delle imbarcazioni.
Diverse tipologie di intervento
Gli interventi di difesa hanno tenuto conto delle diverse vulnerabilità del territorio lagunare.
Nella protezione dagli allagamenti, si possono individuare due situazioni tipiche cui corrispondono due diverse modalità di intervento e due differenti possibilità di difesa locale. La prima riguarda gli abitati situati lungo il cordone litoraneo. Qui, l’edificato più rado e meno fragile ha consentito maggiori rialzi e, dunque, una quota di difesa relativamente alta. La seconda interessa i centri storici interni alla laguna e dunque le zone più basse delle città di Venezia e di Chioggia oltre che delle isole. A Venezia e Chioggia, in particolare, gli interventi risultano molto più delicati e complessi così come la soglia di difesa raggiungibile molto più bassa rispetto a quella degli abitati del litorale per la delicatezza delle strutture architettoniche ed edilizie e del fitto tessuto urbano.
I progetti approvati e gli interventi finora realizzati sono stati improntati a non alterare gli elementi architettonici. Riguardo il consolidamento delle rive, che ha l'obiettivo di ristrutturare e rinforzare i marginamenti degradati, le tipologie di intervento variano in relazione alle diverse aree interessate, nel rispetto delle caratteristiche locali. A oggi sono stati completati o sono in corso interventi sulle rive per uno sviluppo di 100 km. La superficie difesa è di 1300 ettari.













