2001 - 2003
L'istruttoria per la decisione.
La procedura di infrazione con la Commissione europea
L'Europa interviene: il Mose sotto la lente delle norme comunitarie.
Nel 1993, il legislatore aveva già chiesto di superare il sistema della concessione unica dello Stato al Consorzio Venezia Nuova, delegando il Governo (Legge 24/12/1993, n. 537, Interventi correttivi di finanza pubblica, art. 12, c. XI.) a emanare disposizioni dirette a razionalizzare l’attuazione degli interventi per la salvaguardia della laguna di Venezia, secondo rigorosi criteri di adeguamento alla normativa comunitaria. Il decreto legislativo 13 gennaio 1994, n. 62, Norme dirette ad assicurare la razionalizzazione degli interventi per la salvaguardia della laguna di Venezia, stabiliva che i compiti di studio, ricerca, sperimentazione e progettazione delle opere volte alla salvaguardia, la predisposizione del Piano generale unitario degli interventi, i controlli tecnici di qualità delle progettazioni esecutive, i compiti per la raccolta e la elaborazione dei dati dovevano essere affidate ad un’apposita società per azioni costituita d’intesa tra il Ministero dei lavori pubblici e la Regione Veneto. Fu stabilito di ridefinire la concessione di cui all’art. 3 della legge n. 798/1984 e la relativa convenzione quadro del 4 ottobre 1991, n. 7191, al fine di assicurare il rispetto dei principi recati dalla legge n. 139/1992 nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale riservando al Magistrato alle acque l’espletamento delle gare per l’affidamento delle altre opere di competenza dello Stato.
- affidamento mediante gara, in conformità con le pertinenti disposizioni nazionali e comunitarie, della realizzazione degli interventi di difesa dei centri urbani e delle insulae (rinforzo delle rive e sovralzo delle pavimentazioni), nonché della fornitura delle componenti elettromeccaniche destinate a completare le opere di regolazione delle maree;
- assegnazione al Consorzio Venezia Nuova, sulla base delle vigenti disposizioni, della realizzazione della componente di ingegneria civile delle opere alle bocche di porto, nonché i connessi interventi di recupero della morfologia lagunare.
Verso una maggiore sostenibilità.
Gli approfondimenti richiesti dal Consiglio dei Ministri con la Delibera del 15 marzo 2001 sono divenuti oggetto di tre diversi studi che sono stati approvati dal Comitato Tecnico del Magistrato alle Acque il 18 ottobre 2001. Il primo studio risponde alla Delibera per quanto riguarda la definizione delle configurazioni alle bocche lagunari in grado di ripristinare le capacità dissipative esistenti nei canali di bocca prima della realizzazione dei grandi interventi antropici. Il secondo studio affronta gli approfondimenti richiesti riguardo all’aumento del livello del mare per eustatismo e comprende la valutazione degli impatti delle nuove configurazioni sia sulla riduzione dei livelli di marea in laguna, e quindi sulla gestione delle paratoie e sulla portualità in presenza di eustatismo, sia sulla morfologia lagunare, sia sulla qualità delle acque lagunari. Il terzo studio risponde alla Delibera per quanto riguarda l’aggiornamento del piano generale degli interventi per il recupero morfologico della laguna anche in funzione di un aumento delle capacità dissipative dei canali di bocca.
Dopo l’approvazione da parte del Comitato Tecnico del Magistrato alle Acque le relazioni degli studi sono state consegnate a tutti gli enti competenti.
Il Consiglio dei Ministri del 15 marzo 2001
Luce verde definitiva al Mose: il governo decide.

2003 - Inizio lavori per la realizzazione scogliera alla bocca di porto di Malamocco

